Nel territorio

La Cascina Marlenzone di Pontecurone sorge nel cuore di quella zona che si estende tra la Pianura Padana e l’Appennino Ligure, al confine con l’Oltrepo Pavese: è il Tortonese che alterna dolci colline di boschi e vigneti ai paesaggi tipici della pianura che scendono verso la riva del Po, campi coltivati che si succedono ai filari, come onde che si allungano verso l’Appennino e che accolgono il viaggiatore avvolgendolo in una campagna fortunata e ricca.

Un paesaggio rurale che non esclude, però, aree moderne, industriali e agricole tipiche di questo snodo cruciale situato al limite di tre regioni: il Piemonte, la Lombardia e soprattutto la Liguria a cui questo territorio è anticamente legato. L’Oltrepo Pavese, che fin qui indugia, sorprende l’occhio del turista nonché il palato: gustosi prodotti tipici locali, una gastronomia pregiata e un’ospitalità non comune invitano a una vacanza lunga alla scoperta di questi luoghi suggestivi.

Pontecurone e Don Orione

Il comune di Pontecurone si trova in quell’area conosciuta come “Colli Tortonesi” che è anche una denominazione di origine, a garanzia dell’alta vocazione viticola del Piemonte Orientale.
Situato in un crocevia strategico, già nell’antichità snodo di traffici e commerci, questo territorio è famoso per l’innata passione per la buona tavola, ed è conosciuto e apprezzato per i particolari prodotti enogastronomici. Una terra di confine, influenzata dalle vicine Lombardia e Liguria che racchiude in pochi chilometri località di notevole interesse artistico e culturale: come per esempio Tortona, città di epoca romana; Castellania paese natale di Fausto Coppi, dove si trova il mausoleo che ricorda il campione e la casa – museo intitolata alle gesta del ciclista; Volpedo, terra di Giuseppe Pelizza uno dei più importanti pittori del Verismo di cui è visitabile in paese la casa-studio.
A Pontecurone nasceva nel 1872 Luigi Orione, il parroco proclamato Santo nel 2004 da Papa Giovanni Paolo II. Si tratta di una figura importante per il mondo cattolico: fu stimato dai fedeli e dalle alte gerarchie ecclesiastiche per l’opera ecumenica che perseguì durante tutta la sua esistenza. Animato da un grande amore verso la Chiesa e dalla passione per la conquista delle anime, si interessò attivamente ai problemi emergenti del tempo, quali la libertà e l’unità della Chiesa, la cristianizzazione delle masse, accorrendo in aiuto delle popolazioni stremate dalle guerre e dalla fame, superando i confini nazionali fino in America Latina.
A Don Orione, una figura cara a molti devoti per il grande impegno che profuse negli anni nei confronti della comunità è attribuito il miracolo del 21 giugno del 1944. Quel giorno, durante un bombardamento nei campi circostanti il ponte sul Curone, le numerose bombe sganciate dalla contraerea tedesca incredibilmente non fecero nessuna vittima. Un fatto così straordinario fu attribuito al Santo che in quelle terre a lungo aveva lavorato e le cui spoglie erano conservate dal 1942 nella cripta del santuario della Madonna della Guardia a Tortona.

Tortona

Tortona, l’antica Derthona le cui origini sono da ricercare ai tempi dei Romani, conobbe il maggior splendore durante l’epoca dei Comuni quando fu centro nevralgico di estese attività commerciali. Fu dominio milanese nel periodo di Gian Galeazzo Visconti e nel ‘700 roccaforte militare sabauda.
Nonostante l’aspetto moderno dovuto alle attuali e fiorenti attività industriali, Tortona sorprende con inusuali percorsi artistici: il Duomo, per esempio, costruito nel XVI secolo o Santa Maria del Canale, risalente al 1100; interessanti anche i dintorni: le colline di Fausto e Serse Coppi intorno a Castellania; San Sebastiano, Volpedo e tutta la Val Curone, con il suo agriturismo e le sue vie del gusto, conosciuta a livello nazionale perla frutta e il tartufo a cui sono dedicate più di una manifestazione.

Oltrepo pavese

L’Oltrepo è collina e vigna, dolci dossi che si arrampicano fino all’Appennino, e che si fronteggiano su profonde valli, antiche dimore di fiumi. Il paesaggio, una campagna operosa e curata, ricorda – per i molti castelli ancora in cima alle colline – la storia feudale del luogo.
Percorrere l’Oltrepo significa inoltrarsi su intricate vie che costeggiano piccoli borghi, dove si respira aria che profuma di vino, fermarsi nelle piccole osterie o in visita alle tante cantine che hanno reso fortuna a questi luoghi.
Giungere in Oltrepo significa anche abbandonarsi al piacere delle acque, nei centri di Salice Terme e Rivanazzano, dove già anticamente i romani godevano dei benefici delle cure termali, dell’incanto dei luoghi, del clima temperato che regala inverni tiepidi e estati fresche.
Arrivando dalla pianura l’Oltrepo invita a consegnarsi alla sua bellezza, originale in ogni stagione, per colori e aspetto: spoglia in inverno, il verde della primavera è un’esortazione a ritornare nella più matura estate, quando già il viola dei grappoli colora i vigneti e si sentono le prime fragranze d’autunno, in un rincorrersi di profumi. Baste scegliere una meta: il borgo di Varzi, Il Castello di Zavattarello, l’Abbazia di Sant’Alberto; oppure Fortunago, Casteggio e la vicina Voghera…