La frutta secca nella dieta degli sportivi

Si parla molto di frutta secca, di quanto faccia bene, di quali proprietà abbia e della sua importanza nella dieta.

Normalmente noi chiamiamo “frutta secca” diversi alimenti, che però appartengono a due diverse categorie:

  • Frutta secca glucidica (o frutta disidratata): albicocche, prugne, uva, datteri…
  • Frutta secca lipidica (oleosa): noci, mandorle, nocciole, anacardi …

 

Caratteristica principale di quest’ultima tipologia di alimenti sono i grassi insaturi e le fibre insolubili.

Ad esempio, le noci contengono omega-3, abbassano il colesterolo e migliorano la qualità della pelle, mentre le nocciole sono ricche di fitosteroli ed hanno un buon quantitativo di vitamina E.

 

Per chi pratica attività sportiva, il consumo di frutta secca è indicato sia nelle diete leggermente ipocaloriche, sia in caso di bisogno di un aumento ponderale, soprattutto per gli spuntini o nel pasto prima di andare a dormire, sempre in quantità moderata.

Teniamo presente che la frutta secca è molto calorica: in quella oleosa le calorie derivano principalmente dai grassi, mentre in quella disidratata dai carboidrati.

Considerando quindi la frutta secca oleosa sostanzialmente come fonte di grassi, è meglio evitarla nel lasso di tempo vicino all’allenamento, a meno che non sia in piccola quantità; nel pre- e/o post-workout è meglio consumare carboidrati e proteine.

Non da tralasciare, però, che la frutta secca può rivelarsi un buon modo per integrare sali minerali e vitamine dopo uno sforzo intenso.

 

In un’alimentazione varia ed equilibratala frutta secca non dovrebbe mai mancare, date le sue proprietà di apporto di vitamine e minerali e di supporto alla salute.

Proprio per questo il consiglio è quella di inserirla nella dieta, senza eccedere, sia che si faccia attività fisica per stare meglio, sia nel caso di un bodybuilder alla ricerca della miglior composizione corporea: in entrambi i casi e in una dieta bilanciata, la frutta secca è una buona alleata.

 

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